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 archivio anni 70

 

Lolium (ovvero, la mala erba)

Era un territorio ed una Milano pre-Pisapia, pre-Bossi, pre-Berlusconi e preCraxi. Qualcosa che è difficile immaginare oggi, poichè non vi è quasi più traccia di quel mondo che il cosidetto progresso, la politica e gli stilisti hanno distrutto per sempre. Queste immagini dal sapore antico cirimandano ad un periodo magico e irripetibile per tutti.

 

Nel caos fotografico del decennio cruciale degli anni settanta racchiuso nel mio archivio c’è davvero di tutto e talora nel dipanarsi di quella produzione si rintracciano immagini coerenti con il senso evolutivo della storia di quegli anni, talaltra, nella più parte, non vi è in esse traccia di senso apparente di quella società; paiono all’opposto solo semplici trasparenze negative concepite con lo sguardo pervicace e indagatore tra i refusi di un mondo segreto e le pieghe nascoste di un divenire, a quel tempo, tutto ancora da decifrare. Il fatto è che scegliere tra le proprie cose fatte immagine e documento e il selezionare o il separare come si suole dire, il grano dal loglio (lolium, appunto), non è semplice, specie se la scelta deve operarsi come in questo caso, molto all’indietro nell’arco della propria produzione e nei meandri coinvolgenti del passato giovanile ed emozionale di ciascuno di noi. Sono stati dieci anni fotograficamente intensi, questi miei anni settanta, iniziati per il vero sul finire del 69, e terminati con l’inizio del successivo decennio e tutti vissuti per scelta umana ed ideologica perlopiù tra i reietti, gli emarginati, i diversi, gli infelici, gli ultimi della terra; tutti frutti rinsecchiti e inutili, la “mala erba” di una società fattasi velocemente opulenta ed in rapida trasformazione. Un patrimonio di immagini, le mie, fatto di centinaia di centinaia, certamente migliaia di negativi, inconsciamente fissati a futura memoria di un mondo, che con la conoscenza di noi, posteri a noi stessi, sappiamo essere quasi certamente scomparso per sempre. Frugando tra i negativi, non ho scelto volutamente la storia degli anni. Il senso della storia ed il senso della mia vita l’ho ricercato e ritrovato nelle immagini semplici, nei momenti fatti di piccole emozioni e di poesia dei ricordi; sinopie del mio tempo minimo e di quei giorni sparsi, fissati e immutabili per sempre, trascorsi negli anni. Io invece sono rimasto sempre lo stesso, ma sempre diverso.

 

Importante:

Non si tratta del mio intero archivio fatto di centinaia e centinaia di immagini negative, bensì di una selezionatissima quanto soggettiva ed arbitraria scelta fatta tra i tanti servizi realizzati nel decennio 70/80

zingari

contadini

nudi

vecchi amici

sexy varietà

operai

viaggio lungo il grande fiume

cecità

barboni & pubblici dormitori

scienza infelice

circhi & circhetti

ribelli

terremoto

baracche & case occupate

morire di classe

orfanotrofio

magnann, bej, brutt

ospizio

invalidi del lavoro

handicap

40 anni dopo

migranti como 2017