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     quel magnifico decennio

 

Da piccolo, mai che abbia avuto un regalo fatto con criterio e attenzione. Scrissi la letterina di Natale per avere un completo da cow-boy e puntualmente ricevetti una scatola con costumino scozzese, dorato e sfrangiato da caw-girl. Volevo una armatura da Ser Lancillotto e ne ricevetti una da legionario da antica Roma. Da ultimo chiesi una scatola da piccolo chimico e mi ritrovai una scatola gioco da piccolo fotografo con manuale in francese. Avevo 10 anni. Fu così che, gioco forza, fui iniziato alla fotografia e non me ne staccai più. La prima, ma proprio la prima vera fotocamera la presi con le etichette dei pelati Cirio a raccolta punti: una Eura Ferrania di vera plastica con un solo tempo fisso d'otturazione. fu poi la volta di una Bencini Corrol, a tre tempi più posa, poi, usatissima e residuato bellico, una laica 3G subito seguita da una Zenit E CGIL. Con queste ultime iniziai davvero a far fotografie. Correva la fine degli anni sessanta. Il mondo cambiava velocemente e Milano, la Brianza erano tutto un fermento. Giravo attorno agli anarchici della Gisolfa, al Pinelli e soprattutto a Lello Valitutti da Livorno. Seguivo i primi comizi e c'erano nel gruppo gli "Uccelli", che appollaiati sui pali davanti la Fiera fischiavano ai passanti. qualcuno di loro si arrampicava pure sugli armadi in casa degli intellettuali. Iniziavano intanto  a scoppiare le prime bombe misteriose in Fiera. Poi vennero le grandi manifestazioni, le prime in provincia contro la famigerata legge Sullo. Poi fu militanza e  l'impegno con il Lavoratore Lariano, poi con il Quotidiano dei Lavoratori, la scoperta delle diseguaglianze, gli scontri di piazza, i tanti caduti. Infine la Palazzina Liberty occupata e i comizi a lezione di Dario e Franca al Palalido. La creatività clandestina al Teatro Uomo di corso Manusardi con le prime rappresentazioni d'avanguardia. Insomma anni ricchi, ricchissimi di fermenti. indimenticabili! Quando la stagione di quel lungo decennio finì, dismisi le ormai tante fotocamere: tutte in bacheca e mai più usate per i trent'anni successivi.

 

 

 



Nell'immagine Polaroid in alto:


1979,  SICOF, Milano. Premiazione alla mostra fotografica "Le forme del banale", giuria presieduta da Alessandro Mendini e Franco Raggi .

Da sinistra in alto, i fotografi premiati: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, io con maglione bianco, in ginocchio accanto a me, Maurizio Berlincioni, oggi docente di fotografia al DAMS di Bologna, poi Toni Thorimbert .